In tour con me

Andalusia: un “on the road” fai da me

il
27 Ottobre 2016

L’Andalusia è uno di quegli angoli del pianeta che avrei voluto scoprire solo on the road, e solo organizzandolo interamente da me.

Scegliere l’Andalusia come prossima destinazione di viaggio non è rischiare poi tanto per chi è cresciuto circondato da cittadine che non lasciano indifferenti, in cui è possibile trovare buon cibo, buoni profumi e sapore di mare. A ciò si aggiunge la curiosità di conoscere qualcosa in più delle radici di alcune tradizioni che appartengono alla nostra quotidianità e che arrivano da lontano nel tempo. Questa terra, inoltre, ospita alcune delle più emozionanti testimonianze moresche dell’attuale Europa, così come una varietà di panorami, mari e prospettive.

1° giorno: Malaga

I dintorni di Malaga sono il classico esempio di sviluppo turistico a pieno regime, capace di rendersi forte anche non nella classica alta stagione. D’altronde se il sole è caldo per noi lo è molto di più per i numerosi scandinavi che circolano in questi luoghi durante questo periodo dell’anno.

Il mare è così calmo che si fa fatica a ricordarne di simili, e quando il sole viene coperto e lui si offusca, sembra una pianura distesa ed espansa verso l’orizzonte incerto e per nulla nitido, insieme una tentazione di tranquillità serenità sgomento. Di certo non mi aspettavo questo dal mare andaluso. Non mi aspettavo che proprio questo mare rimanesse così calmo e quieto, nonostante il trascorrere dei giorni e il percorrere dei chilometri. Almeno è stato così fino a Tarifa, qui infatti cambia quasi all’improvviso e con decisione, è come se le famose colonne d’Ercole siano proprio una linea di confine netta tra il Mare Nostrum e l’Oceano Atlantico.

Se Malaga e i suoi dintorni mi hanno lasciato chiaro in mente che lo sviluppo turistico è stato possibile, ed è possibile rimodernarlo, ricoinvolgerlo anche nel presente e pensando al futuro, la città di per se è non mi ha convinto molto. Un centro carino scandito da vicoli, piazzette e palazzi con un loro perché, lascia spazio a una prima periferia molto contemporanea senza un cenno a quella sostenibilità turistica che si cerca di attuare. Il quartiere intorno a Plazas de los Toros è caratterizzato da una fitta schiera di ville e palazzine con una ricchezza e uno splendore architettonico non indifferente, piacevole allo sguardo che può, di portone in portone e di finestra in finestra, compiere un viaggio di decenni nella storia delle famiglie che solevano trascorrere le vacanze da queste parti o che facevano probabilmente a gara per cercare di accaparrarsi un immobile fronte mare.

2° giorno: Granada

È la Alhambra che fondamentalmente fa Granada.

La cappella della Cattedrale che custodisce le reliquie dei re cattolici Ferdinando e Isabella non suscita così tanta meraviglia come la maestosa collina ricca di storia, cultura, colori, vegetazione, ricami, scorci, che sovrasta tutta la città e che si pone da tramite tra quest’ultima e la sierra in questo periodo non innevata. Dedicare un’intera mezza giornata all’ Alhambra è un compito che va fatto, deve essere portato a termine. Dopodiché ci si può innamorare del Ras Bar, un tapas bar posto ai piedi dell’Albaicín, lungo il ruscello: con servizio nella norma si assaporano ottime tapas, sapori unici e piatti gustosi a prezzi accessibili e molto onesti; il tutto accompagnato da musica di flamenco costantemente in sottofondo.

Preziosa è anche una immersione nell’Albaicín, dove si ha la sensazione di percorrere vialetti, vicoli, scale, piazzette ed angoli di un paese collinare e costiero per ritrovarsi poi sorprendentemente nella medina di una città marocchina, tra case da the e negozietti di artigianato più di origine araba che spagnola. Ma il bello di Granada è proprio questo: non riuscire sempre a distinguere l’arabo dallo spagnolo, in tutte le sue manifestazioni. E d’altronde: perché farlo?

3° giorno: Nerja – Ronda

Nerja è una cittadina che merita una breve sosta, anche semplicemente per ammirare dal suo Balcone d’Europa affacciato sul Mediterraneo le spiaggette della sua costiera. Il centro è molto accogliente, ricco di vita turistica balneare e di locali. Nei dintorni decidiamo di visitare una delle tante grotte andaluse, la Cuevas de Nerja, con accesso immerso in una pineta. La visita non ci sorprende più del tanto: si tratta di grotte carsiche di cui ne conosciamo già qualche esempio.

La tappa principale di oggi è però anche la nostra meta: Ronda. La cittadina la raggiungiamo al tramonto dopo una serpentina che da Marbella si inerpica sulle montagne comprese tra i due parchi naturali Sierra de Grazalema e Sierra de las Nieves. La visitiamo nella serata e nella mattina successiva, e il tempo non è abbastanza per passeggiare nel suo centro, tra il lunghissimo terrazzo da cui si ammira il costone roccioso e le colline adiacenti e i monumenti che richiamano alla tauromachia. È inevitabilmente differente dalle grandi città andaluse, ma non invidia niente ad esse. Gettare uno sguardo o un sospiro di vertigine nella gola di 120 metri del fiume Guadalevín attraversando il Ponte Nuovo oppure ammirarlo con stabilità dai suoi piedi è un gesto tanto usuale tra i visitatori quanto mai turistico.

4° giorno: Gibilterra – Tangeri

Da Ronda raggiungiamo nuovamente la litoranea per procedere verso sud in direzione Gibilterra che rimane per noi una tappa puramente significativa in quanto economica per fare il pieno di benzina. Questo per chi non ha la possibilità o il tempo di recarsi alla rocca per fare la conoscenza della tribù di scimmie „inglesi“. Era sì un nostro desiderio; ma la giornata di oggi è dipendente dall’orario del traghetto prenotato che ci porterà da Tarifa, vero estremo sud della penisola iberica, alla marocchina Tangeri, attraversando quello stretto situato già al di là delle „Colonne d’Ercole“. Appena salpati il vento soffia possente e le onde alla nostra destra e alla nostra sinistra sembrano differenti tra di loro. O forse lo sembrano solo perché pensiamo che alla nostra destra è Oceano Atlantico e alla nostra sinistra è Mar Mediterraneo. Dopo circa due ore di navigazione, molte di più per i più sensibili di stomaco, attracchiamo in uno dei moli di Tangeri e diventiamo bonariamente prede dei numerosi bambini che cercano di racimolare qualche spicciolo trasportando valigie o accompagnando i visitatori ai loro alloggi.

5° giorno: Tangeri – Tarifa

Visito Tangeri dopo conoscere già Marrakech e tutto sembra inevitabilmente più piccolo, meno colorato, meno profumato. Ma rimane pur sempre Marocco e l’esplosione del tutto è costante nell’avventurarsi nei vicoli senza sapere dove sbuchino, nel fermarsi a curiosare all’interno dei negozietti, nel cenare o pranzare in un locale tipico.

Dopo questa parentesi africana abbiamo comunque intenzione di proseguire il nostro itinerario andaluso e ci apprestiamo a pernottare a Tarifa, piccola località con molti ristoranti e locali.

6° giorno: Costa Atlantica – Cadice

A posteriori posso certamente sostenere che la costa atlantica da Tarifa a Cadice non ha paragoni con quella mediterranea. La natura esplode. Le dune, le pinete alle loro spalle, Bolonia. Le spiagge lunghe, l’ottimo tonno rosso di Antonio, Zahara de los Atunes e Atlanterra. Il vento che fa diventare violento ogni singolo granello di sabbia che sbatte sulla pelle, Cabo Trafalgar. Solamente una breve passeggiata nel centro di Cadice ci riporta all’urbanizzazione, quella bella però, quella di un tempo passato in cui ogni decisione architettonica aveva un suo senso e un suo perché.

7° giorno: Jerez de la Frontera

Il sole di Jerez ci fa passare la voglia di visitare una distilleria di cherry e ci invita a dedicare il tempo che abbiamo al centro storico, che appare totalmente vivace in ogni suo aspetto, nel mercato, negli sguardi, nei respiri. La città ci appare insomma piacevole nel suo quotidiano, senza quindi avere l’esigenza di dedicarci a nessuna visita interna.

Ci trasferiamo a Siviglia, vera capitale della nostra Andalusia. La Cattedrale e la Giralda sono magnifiche ma la serata è scandita da un ingresso che abbiamo prenotato prima della partenza: la visita notturna dell’Alcazar. Oh! L’esclamazione è per l’entusiasmo che cresce sempre di più durante la visita e la meraviglia che ho negli occhi al termine della stessa. Una delle esperienze di visita più alternative, più valide, più emozionanti che abbia mai avuto modo di vivere durante un viaggio. Attori vestono i panni di personaggi storici di diverse epoche e guidano i visitatori nelle sale, nei cortili, negli atri del palazzo recitando con prosa e poesia la vita vissuta all’interno.

8° giorno: Siviglia

Una delle città più soleggiate della penisola iberica non può che essere scoperta a piedi, e dedichiamo quindi l’intera giornata tra i simboli più conosciuti ed evidenti come la Plaza de España e quelli che solamente ogni paio di occhi reputa interessanti.

Un tour dell’Andalusia è spesso oggetto di scelta da parte di molti viaggiatori. C’è tanto da conoscere. Ed è proprio per questo che reputo non essenziale visitare necessariamente in un viaggio solo tutti quelli che sono comunemente considerati i simboli di questa parte stupenda della Spagna. Niente deve essere un must in viaggio.

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1 Commento
  1. Rispondi

    Elena sghirru

    17 Agosto 2020

    Con questo viaggio la Spagna è entrata definitivamente nel mio cuore.. un’esperienza fantastica sia per i luoghi visitati (dalle grandi città ai borghi più piccoli) sia per la cucina! Questo articolo è un’ottima guida alla scoperta dell’Andalusia da cui poter prendere spunto per il proprio viaggio!

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Gabriele Sghirru
Alghero

Ciao, mi chiamo Gabriele. Continuamente sogno di respirare nuovi venti provenienti dal nord-ovest, assorbire raggi di sole africani, odorare aromi orientali, immobilizzarmi di fronte a un dipinto, ascoltare in silenzio i versi degli animali fra la vegetazione, far scivolare tra le dita i granelli di sabbia di una spiaggia e di un deserto. Nel frattempo che sogno, condividiamo qui qualche esperienza ed emozione!