Corsa degli Scalzi
Dei giri per la Sardegna che facevo con i miei genitori da bambino uno dei ricordi è bianco.
E non perché sia vuoto, senza immagini, colori. È proprio bianco. Bianco come la clamide portata con orgoglio e tradizione da una moltitudine individuale di uomini, ragazzi, bambini che ogni anno colorano a festa, religiosa e civile, Cabras e San Salvatore, cittadina l’una conosciuta anche per l’oro sardo (la bottarga) e, più recentemente, per i giganti di Mont’e Prama, e villaggio l’altro celebre per aver prestato la sua piazza e le viuzze ad essa circostanti come scenografia dei film western girati qualche decina di anni fa.
Bisogna essere puntuali, precisi, per godere di questo spettacolo. E quest’anno decido di non farmi scappare l’occasione di cercare di riscostruire nei miei ricordi le immagini della festa. Ed effettivamente quello che non ricordavo era una San Salvatore viva, piena di musica e suoni, famiglie e amici che si incontrano nelle case, solitamente chiuse, e nei vicoli. Tutto qui è più familiare e stretto, come ritornare e rivivere i festeggiamenti di quel 1619 quando Is Curridores compirono ciò che si erano prefissati: salvare Santu Srabadori da un’incursione moresca.
Una processione unica nel suo generale che può accomunare un pubblico vasto: chi ama le feste tradizionali e paesane, civili o religiose, chi ama la corsa, chi i piedi e il contatto con la terra, chi il bianco.
Periodo: primo sabato e prima domenica di settembre
Il territorio offre di tutto e di più per amanti di mare, di archeologia, di sapori forti e decisi, di mare e di terra. Una della tante micro-regioni della Sardegna che la rappresentano nella sua interezza.
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