Berlino: uno di quei luoghi in cui si ritorna sempre
Ci sono dei luoghi in cui si ritorna sempre con piacere. Anche per un giorno, anche per ripercorrere le strade fatte e rivedere gli stessi angoli. E questo perché credo che le sensazioni siano sempre diverse, perché fondamentalmente credo che le esperienze dipendano dai compagni di viaggio e dal momento in cui questo si intraprende. Senza tralasciare il fatto che i luoghi cambiano, si evolvono, proprio come le persone.
Uno di questi luoghi, per me, è Berlino.
Alexanderplatz è il punto di partenza, perché è comodo avere l’alloggio qui e non perché sia una particolare piazza che susciti in me simpatia. Solo la sua altezza mi ricorda che la Torre della Televisione è uno dei simboli della città. Quando penso a Berlino infatti mi vengono in mente una infinità di immagini, ma non di certo questa. Il mercatino di Natale allestito ai suoi piedi è classico così come i centri commerciali e i negozi.
Proseguire sulla Unter den Linden è sempre esperire come la città sia in continuo fermento: dal restauro di uno dei musei dell’isola, riconosciuta dall’UNESCO Patrimonio dell’Umanità, circondata dalla Sprea, al nuovo “Forum Humboldt” dell’Università, dal viale dove ormai è pressoché improbabile immaginare i tigli ai vari negozi di souvenir e gadget segno del livello turistico acquisito da molti locali.
La Porta di Brandeburgo, il Reichstag sono vicini, così come uno dei monumenti della città per me più interessanti: il Memoriale della Shoah, costruito sull’area in origine occupata dal palazzo e proprietà di Goebbels, Ministro della Propaganda durante il regime nazionalsocialista. Sono solo alcuni passi fino ai primi reperti di Muro di questa giornata, situati a Potsdamer Platz, di fronte al Sony Center. Si sta facendo nel frattempo buio e Gendarmenmarkt ci aspetta. Un breve stop per salutare Charlie che fa la guardia e poi arriviamo in una delle piazze con più fascino della capitale tedesca, che in questo periodo dell’anno ospita un mercatino dell’Avvento ricco di artigianato. Lo ammiriamo mentre sorseggiamo un buon punsch. I profumi provenienti dai chioschetti fanno venire appetito e mi ricordo che nei dintorni si trova una buona birreria, dove ci rintaniamo per dei piatti tipicamente tedeschi e buona birra, prima di rientrare in hotel.
Berlino: in Avvento, oltre l’Avvento, per me
Un paio di ore della successiva mattinata sono sufficienti per riscoprire le stradine, poche, e vicoli, altrettanto pochi, del Nikolaiviertel, quartiere con la chiesa più antica della città. Qui sembra di essere in un piccolo paese, ma solo per poco. Un edificio in particolare attira la mia attenzione: la casa in cui Lessing aveva concluso l’opera “Mina von Barnhelm”. Molto mi richiama alla mente il periodo universitario in cui, per un certo periodo molto intensamente, mi ero soffermato sulla storia e sulla letteratura di questo paese, su figure storiche e intellettuali che mi avevano raccontato di luoghi ancora prima di visitarli.
Berlino, per me rimani una città non storica ma con tanta storia. Hai così tanto da offrire, ogni volta che ti visito hai qualcosa da propormi.
Spesso ho sentito dire che ti si ama o ti si odia; io non penso di amarti, ma sono sicuro di non odiarti.
Arrivederci Berlino, di sicuro sei uno dei luoghi in cui ci si ritorna sempre volentieri.




