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Pisa e la sua Piazza del Duomo

il
26 Dicembre 2018

Rimaniamo in Italia, in Toscana. Spostiamoci a Pisa.

Questa città è stata per anni, per me, un luogo di passaggio per via degli studi universitari. E un po’ mi vergogno a dover ammettere che in tutte quelle occasioni non mi sono mai intrattenuto tanto da affacciarmi in Piazza dei Miracoli per conoscere uno dei simboli dell’Italia più famosi all’estero.

Poco più di due mesi fa, nuovamente di passaggio, decido che questa volta mi devo fermare. Lo devo al mio essere italiano amante di viaggi in paesi stranieri.

So che non mi devo aspettare una torre che spicca sugli altri edifici e che è visibile da lontano, quindi questo non mi delude quando entro in città e in auto mi dirigo verso la meta. E penso la delusione sia una reazione giustificata per un visitatore che si aspetta dal simbolo italiano un edificio più maestoso. Quando, a piedi, da via Bonanno Pisano volto per Piazza dei Miracoli le bancarelle di souvenir rapiscono tutto, lo sguardo, l’udito, l’entusiasmo. Ho l’impressione di essere in una brutta copia del mercato di Camden Town. Non mi lascio sopraffare da questo malessere e vado oltre, arrivando finalmente in Piazza Duomo che, dal 1987 sito Unesco, ospita tre monumenti pazzeschi: il Duomo, il Battistero e il Campanile, la famosa Torre Pendente. A ciò si aggiunge il Camposanto. Sono opere medievali che D’Annunzio definì “miracoli”. Sono di un bianco accecante e talmente attraente che abbassare lo sguardo si può solo per non sbattersi con la moltitudine di persone alla ricerca utopistica di una foto fuori dagli schemi.

La particolarità della Torre e del Duomo hanno dato vita al romanico pisano, di cui sono ghiotto e che effettivamente qui trova l’apice della sua espressione ed espressività. I centinaia di archi e il bianco danno un carattere elegante al tutto ma allo stesso tempo la semplicità del romanico è mantenuta incontrastata.

Davanti a capolavori dei secoli XI-XIII come questi non c’è null’altro da dire, se non osservarli e lasciarci trasmettere qualcosa; e quello che ci rimarrà sarà probabilmente differente dall’intento per il quale furono eretti. In ogni caso noi oggi abbiamo la possibilità di ammirare la bellezza.

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Gabriele Sghirru
Alghero

Ciao, mi chiamo Gabriele. Continuamente sogno di respirare nuovi venti provenienti dal nord-ovest, assorbire raggi di sole africani, odorare aromi orientali, immobilizzarmi di fronte a un dipinto, ascoltare in silenzio i versi degli animali fra la vegetazione, far scivolare tra le dita i granelli di sabbia di una spiaggia e di un deserto. Nel frattempo che sogno, condividiamo qui qualche esperienza ed emozione!