Safari in Namibia
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Safari in Namibia

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19 Novembre 2020

Nella programmazione e gestione del viaggio in Namibia, interamente effettuate da me, non  doveva assolutamente mancare il safari.

Come organizzare un safari in Namibia

Nel mio caso non si trattava del safari inteso come ricerca di belve feroci da cacciare bensì di “prede” da osservare, ascoltare, sentire e ammirare.

Mi lascio ispirare dai vari racconti di viaggio e da un’ottima guida, Iwanowski, che credo sia solo in lingua tedesca. Sicuramente molto buona è anche la versione della Lonely Planet, collana che mi accompagna in quasi tutti i viaggi.

Le mete che ho scelto per effettuare dei safari in Namibia sono due: il Parco Nazionale dell’Etosha e il Parco Nazionale dell’altopiano del Waterberg.

Il Parco Nazionale dell’Etosha

L’Etosha, situato nella Namibia settentrionale, ha un’ampiezza di 22270 km2. È vero, di questi, circa 5000 km2 costituiscono la depressione salina dell’Etosha Pan, un semi-deserto non percorribile in auto. Ma ho comunque avuto bisogno di un po’ tempo per gestire i tre pernottamenti pianificati per poter visitare il parco al meglio. Per fare questo, mi sono anche servito del sito ufficiale del Parco, molto utile soprattutto per gli alloggi e per i regolamenti da rispettare.

La particolarità di questo parco è quella di potersi avventurare da soli col proprio veicolo nella maggior parte delle strade e diramazioni alla sua scoperta, compiendo dei veri safari. Nonostante questo, decido a volte di affidarmi ai game drive organizzati in loco, che permettono di accedere a diversi punti strategici e protetti.

Arrivando dalla Skeleton Coast accedo al parco da occidente attraverso la Galton Gate e pernotto al Dolomit Camp, un lodge davvero esclusivo. Già al tramonto, prima di cena, decido di vivere la prima esperienza di safari in Namibia, con un’escursione in 4×4 organizzata dal lodge stesso. Il ranger sa bene dove recarsi e non è difficile l’avvistamento di numerosi animali. Ma lo stop più eccitante è senza dubbio quello presso una pozza d’acqua dove si vede arrivare una moltitudine di elefanti che si fa fatica a contare.

Il giorno dopo lo dedico quasi interamente al self safari, per il quale bisogna prendersi molto tempo, senza aver fretta di arrivare alla meta. Questo perché le strade sono tutte non asfaltate nelle riserve e nei parchi (in Namibia in realtà anche quelle statali che collegano quasi tutte le città). La giornata è lunga e pesante ma meravigliosa e regala delle sensazioni uniche che solo gli animali nel loro habitat possono trasmettere. L’alloggio per la seconda notte è più semplice ma non meno avventuroso e caratteristico. Una camera-tenda presso l’Etosha Village. Anche per questa sera decido di prenotare un game drive presso l’ufficio del parco posto all’uscita Anderson’s Gate. Pare che molti animali siano pigri ed è difficile avvistarne qualcuno stasera.

La mattina seguente si parte presto per un’altra giornata di self drive che regala anch’essa emozioni uniche. La giornata è lunga, devo costeggiare quasi tutta la sponda meridionale dell’Etosha Pan ma imparo qui che il circo con gli animali non ha nessun senso di esistere. Esco in serata dal Parco Etosha dall’orientale Namutoni Gate per pernottare all’Emanya Lodge.

Il Parco Nazionale dell’altopiano del Waterberg

L’altopiano del Waterberg, la seconda meta da me scelta per il safari namibiano, è lungo circa 50 km e largo 16 e ospita una vegetazione lussureggiante con delle possibilità di alloggio tra le migliori riscontrate in Namibia. A contatto con una natura difficile da immaginare dopo migliaia di chilometri e di giorni trascorsi tra i deserti (leggi qui per il deserto Namib Sand Sea). Attraverso il lodge, che contatto anche in questo caso tramite il sito del parco, prenoto il rino-safari. Esatto. Un safari che ha come scopo principale quello di individuare e ammirare i rinoceronti nel loro habitat preferito. Se ora, a distanza di tempo, riguardo le foto scattate durante quest’ultimo game drive, con gli enormi mammiferi dal doppio corno alle mie spalle, mi sembra così irreale che abbia vissuto questa esperienza fantastica, adrenalinica e totalizzante. Col senno di poi mi dico che non la rifarei. Ma son sicuro che la mia parte istintiva avrebbe come sempre il sopravvento… la rivivrei eccome. :)

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Gabriele Sghirru
Alghero

Ciao, mi chiamo Gabriele. Continuamente sogno di respirare nuovi venti provenienti dal nord-ovest, assorbire raggi di sole africani, odorare aromi orientali, immobilizzarmi di fronte a un dipinto, ascoltare in silenzio i versi degli animali fra la vegetazione, far scivolare tra le dita i granelli di sabbia di una spiaggia e di un deserto. Nel frattempo che sogno, condividiamo qui qualche esperienza ed emozione!