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Ripartiamo a piedi…

il
7 Aprile 2021

per apprezzare, quanto prima, uno dei beni che ci manca di più.

In questi tempi in cui le comunità della Nurra collaborano alla programmazione del Cammino Minerario di Santa Barbara del Nord-Ovest della Sardegna, mi capita di ripensare spesso a quando un paio di anni fa scelsi di camminare verso Santiago di Compostela.

Ci ripenso per diverse ragioni.

Decisi di dedicare poco meno di un mese alla variante portoghese che da Lisbona porta a quella che si ritiene dal IX secolo la sepoltura di Giacomo di Zebedeo o il Maggiore. E più passa il tempo e più mi convinco che la scelta di avventurarmi per la campagna del Portogallo e della Galizia a piedi sia stata una delle migliori alternative di viaggio che potessi affrontare negli ultimi anni. Un modo di scoprire una nuova realtà in cui la velocità del corpo e dei pensieri sono talmente personali che spesso è meglio vivere questa esperienza soli. Soli con noi stessi. Con tutti gli aspetti buoni e meno buoni che questo implica. Soli con se stessi, immersi nella natura. Una natura che ci avvolge e che regala emozioni intense. Certamente è un’esperienza che si può scegliere di condividere con qualcun altro. Sento di dire, una persona che ha gli stessi tempi, la stessa propensione alla condivisione, la pazienza e impazienza. Indipendentemente da quanto tempo la si conosce. Ci ripenso per questo. 

E ripenso a quei 650 chilometri camminati anche per un’altra motivazione. I tanti luoghi in cui ho dormito, le decine e decine di sguardi incrociati, le pietanze deliziose e appaganti conquistate, i dolori fisici sofferti, il desiderio mattutino di allacciare le scarpe e partire, quello pomeridiano di arrivare a destinazione. La curiosità costante di osservare da un’altra prospettiva un paese, una nazione. Tutto questo mi fa credere che dovremmo ripartire da qui. Da un modo di viaggiare che già conosciamo, ma che non viviamo spesso. Da un modo di accogliere che già conosciamo, ma che non sperimentiamo ancora abbastanza.

Mai come in questo ultimo anno si è dimostrato, spesso a voce bassa, che per molti viaggiare è un bene di prima necessità. Come per molti lo è un diamante. Un bene a cui non si può rinunciare così facilmente. Perché viaggiare non è soltanto prendere un aereo e recarsi dall’altra parte del mondo. È relazionarsi con se stessi, sfidare sempre un po’ di più i propri limiti. È relazionarsi con gli altri. Conoscere. Imparare. Parole e concetti già espressi. Ma spesso tralasciati e annichiliti dall’affermazione: l’importante è la salute. Ma la salute mentale e psicologica non è ugualmente importante e strettamente legata a quella fisica? Se è così, l’esigenza che alcuni hanno di viaggiare è fondamentale e legittima come tutte le altre.

Allora ri-partiamo. Certo, lentamente. E con prudenza.

Per esempio con un cammino. Sicuramente dovremo pernottare e cenare in qualche struttura, dovremo comunque incontrare qualcuno, non saremo sempre del tutto soli.

Ma a piedi, nella natura, camminando, riusciremo forse a riappropriarci innanzitutto del viaggiare. E poi dei doni che quel viaggio ci offre e spesso diamo per scontati: una fonte di acqua fresca che disseta dopo una salita impegnativa, dei frutti spontanei per calmare i morsi della fame prima di arrivare alla meta, degli sguardi rassicuranti di chi come noi ha intrapreso questo cammino verso se stessi.

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Gabriele Sghirru
Alghero

Ciao, mi chiamo Gabriele. Continuamente sogno di respirare nuovi venti provenienti dal nord-ovest, assorbire raggi di sole africani, odorare aromi orientali, immobilizzarmi di fronte a un dipinto, ascoltare in silenzio i versi degli animali fra la vegetazione, far scivolare tra le dita i granelli di sabbia di una spiaggia e di un deserto. Nel frattempo che sogno, condividiamo qui qualche esperienza ed emozione!