Cattedrale di Chartres
Torniamo in Europa, questa volta in Francia, a Chartres.
Faccio tappa in questa cittadina col solo scopo di visitare la Cattedrale, famosa anche per essere da ben 39 anni Patrimonio dell’umanità.
E in effetti è stato meglio non aver progettato questa sosta per altre motivazioni, poiché, con alle spalle un tour della Normandia, il centro mi lascia indifferente. Ciò che mi stupisce, però, arrivando nella piazza antistante la chiesa, è la semplicità e la compostezza con la quale questo edificio di così grande valore architettonico e artistico si staglia in quello stesso centro cittadino. E questa caratteristica, insieme alla gratuità dell’ingresso (! che ormai è rara se non unica quando si parla di siti Unesco, non centri storici) mi lascia quasi interdetto.
Ma è solo il prologo del viaggio interno all’opera più classica del gotico francese, contraddistinta da peculiarità uniche che sono servite da esempio e ispirazione per le successive chiese dello stesso stile.
Sconvolgente qui, come e per certi versi più che in altre chiese in gotico francese, è il significato spirituale e universale insito in ogni accorgimento costruttivo. Fuori si ha solo grigiore di pareti, campanili e statue, e oscurità lì dove ci dovrebbero essere aperture. All’interno tutto cambia: la luce proveniente dall’esterno da diverse angolature, a seconda del momento della giornata, permette una lettura delle raffigurazioni delle vetrate in un tripudio di colori. Fra questi spicca lo zaffiro di Chartres, quelle intense tonalità di blu che contraddistinguono le vetrate più antiche della Cattedrale, risalenti alla fine del 1100 e miracolosamente conservate fino a oggi.
Per chi è appassionato di gotico, e di gotico francese. Per chi ama il blu. Per chi “Vive la France”.
La Cattedrale di Chartres.



