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14 Novembre 2018

Di recente sono tornato a Toledo. Si tratta di una delle città più affascinanti che conosca e una delle poche mete in cui ritornerei ancora e ancora, volentieri, con piacere insomma.La prima volta che la vidi ne rimasi folgorato. Sceso dal treno proveniente dalla capitale mi imbattei nell’edificio della stazione in stile neomudéjar (neomoresco), e già questo mi fece capire che quella città era ben diversa da Madrid.A mano a mano che mi arrampicavo su per la collina in cui fu costruito il centro, aumentava la mia estasi. E fermarmi al lato del suo ponte più antico e godere del panorama sui tetti e sul fiume Tago che circonda la collina mi lasciava sempre più senza parole.Anche questa volta è stato così. I vicoli, le strade, le piazzette del centro, riconosciuto nel 1986 dall’UNESCO come patrimonio dell’umanità, sono vivaci, vive. E non solo di visitatori che fanno a gara a prendere il trenino turistico o a entrare nella cattedrale in stile gotico in cerca di opere d’arte di grandi pittori. È ricca di persone locali che passeggiano chiacchierando, animatamente come solo gli spagnoli sanno fare.Il centro odierno è caratterizzato da ciò che rende unica Toledo: l’impronta indelebile della convivenza secolare di musulmani, ebrei e cristiani. Questa è la vera grande ricchezza della città. Anche ora che non è più la capitale politica dell’impero spagnolo.Toledo va assorbita, respirata, toccata, per essere vissuta veramente.Il perdersi in essa genera sensazioni semplici e magiche.

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Gabriele Sghirru
Alghero

Ciao, mi chiamo Gabriele. Continuamente sogno di respirare nuovi venti provenienti dal nord-ovest, assorbire raggi di sole africani, odorare aromi orientali, immobilizzarmi di fronte a un dipinto, ascoltare in silenzio i versi degli animali fra la vegetazione, far scivolare tra le dita i granelli di sabbia di una spiaggia e di un deserto. Nel frattempo che sogno, condividiamo qui qualche esperienza ed emozione!